Ho partecipato al mio primo congresso politico giovanile da iscritto al partito. Un'esperienza unica.irripetibile.spero.
Premessa: ci si aggiudicava la leadership del partito e ho dovuto fare un malato favore ad un mio caro (malato) amico (negoziato con scaltrezza..) che riteneva che il mio voto in tale congresso avrebbe potuto significare la vittoria di uno schieramento (che lui sostiene) in quel partito. Se trovate questo gesto stupido potete subito abbandonare la lettura e dedicarvi a quella sul Corriere che narra del pelide Prodi consegnare 102 poltrone ministeriali ad amici, superando ogni record.Anche Andreotti.
La bassezza morale che mi ha indotto a compiere tale gesto può farvi pensare male ma ha tuttavia un filo (subdolo) di razionalità.Non ve lo spiegherò.E poi siete ancora in tempo per cambiare blog, comunque.
Partiamo dal fatto che tra tanti possibili giorni che un uomo ha da perdere abbiano scelto una domenica pomeriggio di giugno. Ci sono i mondiali di calcio in tv. Ventinove gradi con un venticello da paura. E una sessione di esami in pieno regime.
Ora, cosa potesse spingere uno studente a rinunciare ad una giornata di mare o ccheccheneso per andare a votare mi era sconosciuto. E tale mistero mi è rimasto fino a quando il presidente del congresso ha iniziato a leggere gli iscritti che dovevano votare. Dopo 5 minuti di nomi e cognomi pronunciati tutti d'un fiato come l'alfabeto in primaelementare, con una pronuncia autoctona terrificante, alla C di Cassano Antonio ( verissimo!) vedo alzarsi il primo fedele e recarsi con convinzione alla tavola. Riconoscente il presidente gli stringe la mano.Per il secondo votante passeranno altri dieci minuti.Tedio incandescente. Una percentuale di affluenza alle urne che è possibile vedere solo in un improbabile referendum abrogativo. Non so, sull'uso condizionato di pannelli solari in Scozia e solo alla prima rilevazione mattutina.
Questo congresso, che mi era stato presentato come qualcosa di serio per il futuro della mia città, si svolgeva in una specie di garage di periferia (era proprio un garage) adibito per l'occasione ad auditorium de noantri con tanto di angolo bar, spillatrice di birra. La gente traboccava di straordinaria operosità se non fosse che non c'era niente da fare. Le partite di snake si svolgevano con un febbricitante ritmo. Qualcuno alzava la testa e andava in sollucchero ammirando il lider negli schermi collegati in garagevisione. Sarebbe inutile dire che la parola più citata era compagni. Come un intercalare. Ogni tre parole. Una poesia ermetica. Mattino.m'illumino d'immenso,compagni!Una litania in politichese con paroloni ad hoc..chapeau, a piè sospinto..compagni.Ero talmente nauseato da questa parola che avrei ammazzato qualcuno con un martello. E poi squartato con una falce.E poi tutti togheter .. compagni!I pugni chiusi si innalzavano alla parola tovarich.Io, alle soglie della pazienza, escogitavo di colpire qualcuno col pugno chiuso sotto la cintura.
In un angolo poi c'era un tavolino inbandito di libri sulla rivoluzione, flyers e depliant. Incuriosito, ne prendo uno a caso."Campeggio internazionale per femministe ed ecologiste".Mi vengono in mente alcune cose oscene. Salto il trafiletto ideologico e la citazione di PecoraroScanio e scruto la foto di una partecipante della passata edizione che mostra la propria silvana femminilità.Però.
Perseverando in quell'ozio ne prendo un altro. "Contro la chiusura della sezione dei giovani comunisti di Licata". Licata??dov'è?Perchè qui?Che senso ha qui?Le mie cognizioni geografiche svaniscono per un istante per poi tornare vivide subito. Ora però perdo quelle esistenziali.Che cazzo ci faccio qui? Aspetto incosciente la mia chiamata al voto sperando che nessuno comprenda la mia provvisorietà di quel momento e prendo il primo autobus per casa.
Premessa: ci si aggiudicava la leadership del partito e ho dovuto fare un malato favore ad un mio caro (malato) amico (negoziato con scaltrezza..) che riteneva che il mio voto in tale congresso avrebbe potuto significare la vittoria di uno schieramento (che lui sostiene) in quel partito. Se trovate questo gesto stupido potete subito abbandonare la lettura e dedicarvi a quella sul Corriere che narra del pelide Prodi consegnare 102 poltrone ministeriali ad amici, superando ogni record.Anche Andreotti.
La bassezza morale che mi ha indotto a compiere tale gesto può farvi pensare male ma ha tuttavia un filo (subdolo) di razionalità.Non ve lo spiegherò.E poi siete ancora in tempo per cambiare blog, comunque.
Partiamo dal fatto che tra tanti possibili giorni che un uomo ha da perdere abbiano scelto una domenica pomeriggio di giugno. Ci sono i mondiali di calcio in tv. Ventinove gradi con un venticello da paura. E una sessione di esami in pieno regime.
Ora, cosa potesse spingere uno studente a rinunciare ad una giornata di mare o ccheccheneso per andare a votare mi era sconosciuto. E tale mistero mi è rimasto fino a quando il presidente del congresso ha iniziato a leggere gli iscritti che dovevano votare. Dopo 5 minuti di nomi e cognomi pronunciati tutti d'un fiato come l'alfabeto in primaelementare, con una pronuncia autoctona terrificante, alla C di Cassano Antonio ( verissimo!) vedo alzarsi il primo fedele e recarsi con convinzione alla tavola. Riconoscente il presidente gli stringe la mano.Per il secondo votante passeranno altri dieci minuti.Tedio incandescente. Una percentuale di affluenza alle urne che è possibile vedere solo in un improbabile referendum abrogativo. Non so, sull'uso condizionato di pannelli solari in Scozia e solo alla prima rilevazione mattutina.
Questo congresso, che mi era stato presentato come qualcosa di serio per il futuro della mia città, si svolgeva in una specie di garage di periferia (era proprio un garage) adibito per l'occasione ad auditorium de noantri con tanto di angolo bar, spillatrice di birra. La gente traboccava di straordinaria operosità se non fosse che non c'era niente da fare. Le partite di snake si svolgevano con un febbricitante ritmo. Qualcuno alzava la testa e andava in sollucchero ammirando il lider negli schermi collegati in garagevisione. Sarebbe inutile dire che la parola più citata era compagni. Come un intercalare. Ogni tre parole. Una poesia ermetica. Mattino.m'illumino d'immenso,compagni!Una litania in politichese con paroloni ad hoc..chapeau, a piè sospinto..compagni.Ero talmente nauseato da questa parola che avrei ammazzato qualcuno con un martello. E poi squartato con una falce.E poi tutti togheter .. compagni!I pugni chiusi si innalzavano alla parola tovarich.Io, alle soglie della pazienza, escogitavo di colpire qualcuno col pugno chiuso sotto la cintura.
In un angolo poi c'era un tavolino inbandito di libri sulla rivoluzione, flyers e depliant. Incuriosito, ne prendo uno a caso."Campeggio internazionale per femministe ed ecologiste".Mi vengono in mente alcune cose oscene. Salto il trafiletto ideologico e la citazione di PecoraroScanio e scruto la foto di una partecipante della passata edizione che mostra la propria silvana femminilità.Però.
Perseverando in quell'ozio ne prendo un altro. "Contro la chiusura della sezione dei giovani comunisti di Licata". Licata??dov'è?Perchè qui?Che senso ha qui?Le mie cognizioni geografiche svaniscono per un istante per poi tornare vivide subito. Ora però perdo quelle esistenziali.Che cazzo ci faccio qui? Aspetto incosciente la mia chiamata al voto sperando che nessuno comprenda la mia provvisorietà di quel momento e prendo il primo autobus per casa.
