La sua pittura dominò l'ultima parte dell'800, i suoi quadri venduti anche all'estero a cifre vertiginose, ma Francesco Paolo Michetti non fu solo pittore di successo, fu anche fotografo di grandissimo valore, architetto, scenografo, filosofo amante della natura, tra i primi a girare una pellicola e a guardare al cinema come nuova e fondamentale forma di arte.
Michetti fu un personaggio eclettico sempre sopra le righe, incline all'eccesso, come lo definirono i critici del tempo, esuberante nell'uso dei colori, e nel travalicare i limiti della tela, dipingendo sulle cornici dei suoi quadri e perfino sui cristalli che li proteggevano.
Gran fascinatore, raccolse attorno a se una sorta di cenacolo, un gruppo di giovani artisti attratti dalla sua carismatica personalita': lo scultore Costantino Barbella, il compositore Francesco Paolo Tosti, il giovane D'Annunzio e altri ancora. Una sorta di officina dove si tentò di realizzare, anche se in modo sperimentale, il sogno di abbattere le barriere tra un'arte e l'altra, di creare un sistema di interferenze fra pittura, scultura, musica e versi.
NUDO AL MARE, 1892 ca.
